...zzate a ruota libera

Chiudete gli occhi e rilassatevi. Inspirate profondamente e a pieni polmoni. Astraetevi e sentite il flusso dal profondo del vostro intimo. Riaprite gli occhi e andate a cambiarvi le mutande.

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martedì, 19 giugno 2007
Fumetti non disegnati

Turisti fai da te? No alpitour? Ahi, ahi, ahi, ahi, ahi

Turisti fai da te? No alpitour? Ahi, ahi, ahi, ahi, ahi

Postato da: scutierro a 09:53 | link | commenti |

venerdì, 08 giugno 2007
Fumetti non disegnati

Scene di vita vissuta

Scene di vita vissuta

Postato da: scutierro a 11:54 | link | commenti |

giovedì, 07 giugno 2007
Fumetti non disegnati

Nuove mode

Nuove mode

Postato da: scutierro a 17:26 | link | commenti |

martedì, 21 novembre 2006
Memorie di un detective

Capitolo v

Al bar

Entrai in uno di quei pulciosi bar della Lincoln Avenue. Lì era cominciata la mia indagine e lì doveva finire. Mi sedetti al bancone e ordinai un whisky on the rocks. Quando il barman me lo porse protestai.

-Questi sono sassi, non rocce!

Si scusò e me lo cambiò. Questa era un'altra cosa che non capivo: che utilità avevano i pezzi di granito nel whisky? Non volli pensarci su in quel momento e cercai di attaccare bottone con la sventola che mi stava di fianco. Era una via di mezzo tra Ginger Rogers e Cary Grant. Fu in un secondo momento che riconobbi l'uomo che mi assunse. Si era messo una parrucca rossa. Mi chiese l'esito delle indagini ed io glielo esposi. La mia storia non lo fece felice.

-Mi avete deluso, signor Falco. Non porteremo a termine il pagamento. Anzi, vi pregherei di restituirmi l'acconto.

-Ma nemmeno per scherzo!

-Brutto stronzo!

Il discorso stava degenerando.

-Pervertito!

-Maledetto figlio di cane!

-Sgualdrina!

-Finocchio!

-Carciofo!

-Testa di rapa!

Era degenerato. Lo presi per la collottola e lo rovesciai sul tavolo. Si raddrizzò spaventato.

-Va bene, confesso tutto!

-Tutto cosa?

-Tutto tutto!

-E allora parla!

Non avevo la più pallida idea di cosa dovesse dire, ma lo feci parlare.

-Io sono il sosia di Cary Grant e la casa cinematografica che mi ha assunto anonimamente mi aveva detto che dovevo farmi vedere così vestito da voi in modo da screditare il vero Grant! Lo giuro!

Lo lasciai e mi avviai verso la porta. Non so se lo fece apposta, ma un cliente seduto ad un tavolo mi fece lo sgambetto. Caddi e rovesciai il tavolo infrangendo tutti i bicchieri. Quando mi rialzai vidi che qualcuno aveva fatto più danni di me: la vetrata era infranta e tutti i presenti morti. Il muro era ridotto ad un groviera. Intuii che qualcuno aveva sparato dall'esterno. Mi avvicinai al sosia di Cary Grant. Gli era volata via la parrucca ed ora assomigliava ad Elvis. Con il suo ultimo respiro parlò.

-Sono stati loro. Hanno voluto cucirmi la bocca, ma sono arrivati tardi. Ah, a proposito... vaff... HHH!

Spirò in quel momento avendo l'ultima parola sulla nostra discussione precedente. Colto da infinita pietà gli chiusi gli occhi. Poco importa se con due dita o con due pugni. Mi affrettai ad uscire per non trovare la polizia, ma purtroppo l'agente di ronda era già arrivato.

-Ehi tu!- mi disse parandomisi davanti.

Provai con un vecchio trucco: indicai un punto ipotetico alle mie spalle apparendo il più trafelato possibile.

-Guarda, una megattera!- urlai.

-Mi sembrerebbe di più un capodoglio!- rispose lui stupito. C'era cascato.

Non aspettai un istante di più e scappai. Avevo una pista ma nessun nome. Udii un tonfo sordo alle mie spalle, mi girai e rimasi di sasso nel vedere che aveva ragione lo sbirro: era un capodoglio. Con le ultime forze rimastogli esalò un 'ultima parola:

-Shuaz!

Devo ancora scoprire chi ha insegnato a quel cetaceo a parlare. Comunque adesso avevo anche un nome: Shuaz. Mi sarei rivolto alla mia informatrice: lei sapeva sempre tutto. Mi misi subito in marcia.

Postato da: scutierro a 13:15 | link | commenti (3) |

lunedì, 20 novembre 2006
Si riapre

Dopo parecchi mesi di inattività finalmente ho deciso di ricominciare a postare, anche se con nuove abitudini. Anzi, senza nuove o vecchie abitudini. La causa della morte dei fumetti non disegnati è stato un piccolo problema con l'avanzato programma usato per realizzarle e in una delle sue funzioni fondamentali (in parole povere paint di windows crasha quando tento di inserire testo...).

Per questo motivo, le strisce diminuiranno di numero e aumenterà lo "scritto". Continuerà e si concluderà "Memorie di un detective", sarà seguito da "Quando non passa un cazzo", nella speranza che ritrovi l'ispirazione e lo porti a termine, inoltre verranno postati racconti autoconclusivi, considerazioni e osservazioni altamente polemiche. Per esempio, potrei farmi prendere dall'estro e filosofeggiare su cosa si sia fumato Tarantino quando ha fatto "Kill Bill" e su quali droghe siano state immesse nel mercato affinchè la gente potesse considerare una simile porcata un capolavoro, solo per la firma che porta, il tutto perchè in questo momento sono capitato su rete4 mentre lo trasmettono.

Quindi per chi capita qui (credo nessuno ormai) aspettatevi in questi giorni un po' di caos, ma il rprendere di qualcosa, vedremo cosa in itinere.

 

Bau bau

Postato da: scutierro a 01:33 | link | commenti |

domenica, 03 luglio 2005
Memorie di un detective

Capitolo IV

L'illuminazione

Mi svegliai di soprassalto colpito da un colpo di genio, un'idea, un'altra pista da seguire. Mi attivai subito, sebbene fossi ancora molto stanco. Era incredibile quanto scomodo fosse quel letto. Devo ancora capire che utilità c'è di costruire i letti per dormire verticali anzichè orizzontali. Mi vestii e uscii di casa intenzionato a fare visita a tutti i più grandi produttori di films per bambini. Mi recai prima agli studios della Walt Disney, anche se temevo che avesse cercato un produttore ben più modesto. Invece era stata lì. Mi ricevette il fratello del direttore, George Warner.

-Buongiorno, signor...

-Falco, Sam Falco.

-Quel Sam Falco?

-No, l'altro.

-Cosa desiderate?

-Marina Reeves.

-E' stata qui tre giorni fà con un film da proporre ai bambini. L'abbiamo subito mandata via perchè la sua fama già consolidata non ci avrebbe di certo giovato.

-Scusate, quand'è che è venuta qui?

-Tre giorni fa.

-Ma che giorno è oggi?

-Il 25.

Mi accorsi di aver dormito per 4 giorni.

-Sa per caso se ha fatto domanda per il film presso altre case?

-Sì, ha fatto domanda a tutti i produttori per bambini.

-E la risposta è stata sempre la stessa.

-Si... ma come avete indovinato?

-Sono un detective.

Ho sempre pensato che i produttori fossero scemi, ma non fino a questo punto.

Salutai compitamente ed uscii dallo studio ritrovandomi in strada. Non sapevo cosa fare. Le possibilità erano due: o si era suicidata oppure era tornata a fare filmetti. Mi affidai alla fortuna e lanciai la moneta: testa suicidio, croce filmetti. La moneta cadde in bilico. -Poco male- pensai. -Tanto il St. John's Bridge è di strada per il porto-. Mi rodeva però il fegato l'avere la moneta e non prendere la metropolitana. Mi misi in cammino. Arrivai al ponte dopo appena tre ore. Avevo il vento a favore. Vidi una donna in piedi sul parapetto. Le corsi incontro e vidi che non era Marina.

-Scusate, sapete dove si trova Marina Reeves?

-Sì, dovrebbe essere tre suicidi più in là. Ma faccia in fretta che si sta per buttare.

-Grazie, addio!

-Addio!

Si buttò. Non me l'aspettavo. Mi diressi dove mi aveva indicato per trovarvi Marina e la vidi lì sul parapetto con le lacrime agli occhi. Una visione dolcissima. Mi venne voglia di crème caramel.

-Ferma!- gridai.

Si girò. Ci guardammo negli occhi. Il suo sguardo era intenso. Accennai ad un sorriso. Sorrise anche lei. Allargai il mio sorriso. Lei fece lo stesso. Scoppiai in una risata omerica. Pure lei. Dall'oscurità si avvicinò una figura. Con voce roca parlò.

-Datevi una mossa, che c'è gente che aspetta!

-Scusate.

Inscenammo allora il salvataggio della fanciulla fatto dall'eroe senza macchia e senza paura.Qualcosa però non funzionò. Invece di baciarmi e venire a letto con me mi disse poche laconiche parole.

-Ho capito. La mia vera vocazione è il porno. Scappo subito a girare un film!

Capii di essere un fallito come detective e le feci una proposta.

-Ti serve un bravo attore?

Ma ormai era lontana.

Andai in un bar per ubriacarmi.

Postato da: scutierro a 13:24 | link | commenti (1) |

mercoledì, 29 giugno 2005
Fumetti non disegnati

Storie di vita vissuta

Postato da: scutierro a 22:57 | link | commenti |

martedì, 28 giugno 2005
Fumetti non disegnati

Il testimonial

Postato da: scutierro a 19:50 | link | commenti (1) |

lunedì, 27 giugno 2005
Fumetti non disegnati

Riunione di lavoro

 

scusate il ritardo...

Postato da: scutierro a 23:13 | link | commenti |

domenica, 26 giugno 2005
Memorie di un detective

Capitolo III

Il molo 7

Mi recai, sempre a piedi, sino alla zona del porto, esattamente al molo numero 7. Non sapevo cosa cercavo, ed ancora oggi mi chiedo cosa facevo lì quando è successo quel che è successo. Avevo appena cominciato a guardarmi intorno quando di fronte ai miei occhi successe il finimondo: una baleniera aveva attaccato una petroliera avendola scambiata per un cetaceo. Quando si furono accorti dell'errore era ormai troppo tardi e le due imbarcazioni presero fuoco. Fortunatamente i soccorsi non tardarono ad arrivare: il bagnino della zona balneare lì vicino, il "Bagno Maria", aveva già la barca in mare. Una folla di curiosi si raccolse intorno a me e cominciò a ridere, apparentemente divertita dallo spettacolo delle due navi che andavano in fiamme. Fu solo un quarto d'ora dopo che mi accorsi che ridevano di me, quando l'acqua dell'alta marea mi arrivò alla gola. Uscii da quella poltiglia tossica che alcuni chiamavano mare e mi diressi ad un capannone per asciugarmi. Quando ne fui entrato da una piccola finestra sul retro sentii delle voci e degli strani versi provenire dall'interno. Mi avvicinai al luogo da cui sentivo provenire i gemiti nascondendomi nelle ombre con il metodo swailii della mimetizzazione. Purtroppo il loro attore bianco doveva essere uno swailii albino perchè mi vide subito.

-Ehi tu, che ti stai nascondendo tra le ombre come un deficiente!

Cominciai a fischiettare ostentando indifferenza.

-Ehi, parlo con te!

-Con me? E perchè mai?

-Cosa ci fai qui?

Inventai una storia credibile.

-Faccio una passeggiata.

-Tutto bagnato!?

-Ho appena fatto il bagno.

-Vestito?!?

-E' inverno, fa troppo freddo per andare in giro nudi!

Mi squadrò dalla testa ai piedi. Pensai che mi avesse creduto.

-Tu menti.

Pensavo sbagliato.

Guardai meglio il set che avevo intravisto prima. Capii che stavano girando un film hard. Mi girai verso il regista e quello aveva alzato le mani e mi guardava fra le gambe. Capii di essermi eccitato, tutti lo scambiano per una 44 magnum quando tira. E questo mi tornava talvolta utile. Cominciai, così, il mio interrogatorio.

-Sapete dov'è Marina Reeves?

-Ma voi chi siete?

-Sono Sam Falco.

-Quel Sam Falco?

-Sì, sono lui.

Dovevo dissimulare.

-No, non so dove si trova, ma l'ho vista ieri.

-Capisco, era stanca di fare films erotici mascherati da film per famiglie, quando facendo normali film porno poteva guadagnare di più!

-No, sbagliate.

Mi sembrò strano. Sbaglio raramente. Questo era uno di quei casi.

-In realtà lei era sì stanca di fare quei film, ma il film che lei è venuta a fare qui era un film davvero per i bambini! E ci ha pure pagato!

Questa storia cominciava a puzzarmi, ma per la storia ero io a puzzare di pesce.

-E non ha detto dove andava?

-No, ha solo preso il film e se n'è andata.

Sembrava che la mia unica pista terminasse lì. Era troppo corta anche per essere una pista di coca, figuriamoci per far decollare le indagini. Comunque dovevo affrettarmi, non sarei riuscito a tener duro ancora a lungo con la balla della pistola in tasca. Li minacciai.

-Capirete: sapete chi sono, dovrò uccidervi.

-Possiamo raggiungere un accordo: vedete queste "pizze"?

-Io vedo solo dei contenitori per nastri...

-Proprio così!

-Proprio così un corno! Quello è metallo e non cibo!

-Ma è così che si chiamano quei contenitori!

-Ah-, dissi rendendomi conto della figura che avevo fatto.

-Bene, ve li daremo tutti se ci risparmiate!

-E cosa me ne faccio io?

-Dentro ci sono i film porno da noi girati.

-Avete una borsetta in cui metterli?

Accettai lo scambio, anche perchè sarebbe stato difficile per me uciderli con il pistolone moscio. Mi accorsi che avevo preso comunque una fregatura quando arrivato in ufficio mi accorsi di non avere un proiettore. Ero troppo stanco per pensare, quindi estrassi il letto a muro dallo schedario, lo appoggiai al separé e mi distesi. Mi addormentai subito.

Postato da: scutierro a 14:55 | link | commenti |