...zzate a ruota libera

Chiudete gli occhi e rilassatevi. Inspirate profondamente e a pieni polmoni. Astraetevi e sentite il flusso dal profondo del vostro intimo. Riaprite gli occhi e andate a cambiarvi le mutande.

Eccomi

Blogger: scutierro

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami

Archivio

oggi
giugno 2007
novembre 2006
luglio 2005
giugno 2005
aprile 2005

Feeds

  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte

 
venerdì, 08 aprile 2005
lei (raccontino intestino-intimalista)

la guardava lì, accasciata sul pavimento. era immobile e il tempo pareva essersi fermato. le sue forme perfette che tanto lo avevano attirato prima, ora sembravano quasi grottesche.

ricordava ancora la prima volta che l'aveva vista, il desiderio che gli bruciava dentro. quante volte sua madre l'aveva messo in guardia da quelle come lei. "quelle possono essere la tua dannazione" diceva. "per un attimo di piacere non te le scrolli più di dosso. tienitene distante, figliolo mio". ma come poteva sua madre capire quello che provava in quel momento? la sola vista della sue candide curve perfette gli risvegliava appetiti primordiali mai sopiti. appariva soda e soffice al contempo e sapeva che questa contraddizione lo avrebbe mandato in estasi.

aveva subito cercato di darsi un contegno, non era solo e, nonostante fosse circondato da sconosciuti, non voleva fare la figura del maiale davanti a tutti, come se non ne avesse mai vista una. ma la bramava con tutte le sue forze, sapeva che era stata creata apposta per lui, che avrebbe saputo dargli quell'intimo piacere che non ci è dato di condividere realmente con altri. e sapeva che poteva essere sua se avesse pagato il giusto prezzo.

con discrezione controllò le sue magre finanze e capì subito che sarebbe stato un duro colpo e che avrebbe dovuto fare qualche sacrificio nell'immediato futuro, anche perchè era conscio che una non bastava di sicuro, ci sarebbe ricascato ben presto. ma questo non lo fermò per nulla. quando finalmente la ebbe tra le sue mani, totalmente alla sua mercè, dolce ed invitante, esitò per qualche secondo ancora, indeciso se concedersi realmente a quel piacere, intimorito dalla possibilità di restarne deluso. non era forse l'attesa la parte più piacevole del desiderio? era davvero disposto a mettere la parola fine a tutta quella tempesta di sensazioni andando fino in fondo subito? non era forse meglio gustarsi il momento con calma, respirando il suo profumo, facendo passare le labbra delicatamente su tutte le sue forme e leccandola tutta, prima di passare al sodo.

ma quell'attimo di esitazione gli fu fatale. se non avese atteso probabilmente non sarebbe successo nulla. nei suoi occhi rimaneva ancora impressa tutta la scena, come al rallentatore, lei che cadeva con innaturale lentezza, lui che avrebbe voluto afferrarla in tempo (che diamine, ci stava mettendo delle ore!), ma aveva una irrazionale consapevolezza che non ce l'avrebbe mai fatta, gli sembrava di muoversi nella gelatina, mentre le precipitava incontro al suo triste destino.

era in preda allo sconforto più totale. lo stomaco era stretto in un nodo e sentì le lacrime che gli salivano agli occhi. strinse i pugni e si sforzò di non piangere, non era il momento sarebbe stato tutto inutile, avrebbe solo peggiorato le cose. gli rimaneva solo una cosa da fare, anche se gli sarebbe costato ulteriori sacrifici.

distolse lo sguardo da lei e tornò sui suoi passi, fino a raggiungere il bancone sulla quale la aveva vista per la prima volta qualche minuto eppure qualche secolo prima. si rivolse all'uomo dietro di esso mettendo una mano sul portafogli e disse "scusi signore, mi è caduta la meringa con la panna, potrebbe darmene un'altra?".

"stupido bambino grasso" pensò tra sè e sè il pasticciere.

Postato da: scutierro a 12:57 | link | commenti (4) |